Slim Fast

Pagheremo caro pagheremo tutto

tramonto 34

TTIP e ToPP Il nuovo ordine mondiale delle merci

Le multinazionali più cattive del mondo. Lista presa da un articolo di http://www.cacaonline.it/ McDonald's - Ristorazione I dipendenti sono sottopagati. Gli animali che forniscono la carne degli hamburger sono costretti a continue gravidanze e vengono imbottiti di antibiotici e farmaci. L'intera "politica pubblicitaria" della multinazionale mira a coinvolgere e convincere i bambini (con regali, promozioni e gadgets). E, ovviamente, quando il bambino rompe i coglioni perché vuole andare da McDonald's, ci va tutta la famiglia. Tre piccioni con un cheesburger. La campagna contro questa multinazionale dura ormai da più di una decina d'anni. La McDonald's è finita più volte sotto processo. Ha pagato diversi milioni di dollari di risarcimento danni ai consumatori. Negli ultimi sei mesi il fatturato è sceso del 13%.Nestlé - Alimentari La campagna di boicottaggio della Nestlé è nata soprattutto dalla politica della società nella vendita del latte in polvere (qui l'azienda controlla più del % del mercato mondiale). La multinazionale avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di bambini per malnutrizione. La Nestlè incoraggia e pubblicizza l'alimentazione dal biberon fornendo informazioni distorte sull'opportunità dell'allattamento artificiale e dando campioni gratuiti di latte agli ospedali (in particolare negli ospedali del Terzo mondo), o "dimenticando" di riscuotere i pagamenti. Oltre a questo la Nestlè è considerata una delle multinazionali più potenti e più pericolose del mondo. E' criticata per frodi e illeciti finanziari, abusi di potere, inciuci politici, appoggio e sostegno di regimi dittatoriali. Ultimamente è stata presa di mira per l'utilizzo di organismi geneticamente modificati nella pasta (Buitoni), nei latticini, dolci e merendine. Intere aree di foresta vengono distrutte per far posto alle sue piantagioni di cacao e di caffè, dove si utilizzano pesticidi molto pericolosi (alcuni proibiti nei paesi industrializzati). Ecco una lista completa dei marchi di proprietà Nestlè: Acque minerali e Bevande: Claudia, Giara, Giulia, Levissima, Limpia, Lora Recoaro, Panna, Pejo, Perrier, Pra Castello, San Bernardo, San Pellegrino, Sandalia, Tione, Ulmeta, Vera, Acqua Brillante Recoaro, Batik, Beltè, Chinò, Gingerino Recoaro, Mirage, Nestea, One-o-one, San Pellegrino, Sanbitter. Dolci, gelati, merendine: Le ore liete, Cheerios, Chocapic, Fibre 1, Fitness, Kix, Nesquik, Trio, Kit Kat, Lion, Motta, Alemagna, Baci, Cioccoblocco, Galak, Perugina, Smarties, Antica Gelateria del Corso Cacao, caffè e derivati: Cacao Perugina, Nescafè, Malto Kneipp, Orzoro. Carne e pesce: Vismara, Mare fresco, Surgela, Frutta e Verdure (anche sottolio e sottaceto): Condipasta, Condiriso, Berni, la Valle degli Orti Latticini e yogurt: Formaggi Mio, Fruit joy, Fruttolo, Lc1. Olio e derivati: Sasso, Sassonaise, Maggi, Latte in polvere: Guigoz, Mio, Nidina, Nestum.Philip Morris - Sigarette e alimentari E' la maggior industria del tabacco del mondo. Si stima che solo le Marlboro uccidano più di 75mila americani all'anno. In america è famosa per essere una delle maggiori finanziatrici di politici che intraprendono battaglie per l'abolizione dei limiti e divieti di fumo. Fino al 1998 finanziava gli scienziati perché effettuassero studi da cui risultava che il fumo passivo non era nocivo. Solo nel 1999 ha ammesso che il fumo fa male. Nel 1997 ha accettato, insieme ad altre multinazionale del tabacco di pagare 206 milioni di dollari (in 25 anni) per risarcire lo stato delle spese sostenute per curare i malati "di fumo". La Kraft è stata segnalata perché usa organismi geneticamente modificati nei suoi prodotti. La Philip Morris controlla il marchio Kraft, Fattorie Osella, Mozary, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Linderberg, Lunchables, Maman Louise, Jacobs caffè e Hag, Simmenthal, Spuntì, Lila Pause, Milka Tender, Terry's, Caramba, Faemino, Splendid, Cote d'Or, Baika, Dover, Gim, Philadelphia, Sottilette, Susanna, Leggereste, Mato-Mato.Unilever - Alimentare e chimica Molte associazioni animaliste come Animal Aid hanno lanciato una campagna contro la Unilever per lo sfruttamento degli animali durante gli esperimenti. E' boicottata anche per i salari e le condizioni di lavoro nelle sue piantagioni in India (dove possiede il 98% del mercato del tè). La Unilever controlla i marchi: Lipton Ice Tea, Coccolino, Bio presto, Omo, Surf, Svelto,Cif, Lysoform, Vim, Algida, Carte d'Or, Eldorado, Magnum, Solero, Sorbetteria di Ranieri, Findus, Genepesca, Igloo, Mikana, Vive la vie, Calvè, Mayò, Top-down, Foglia d'oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Dante, Rocca dell'uliveto, San Giorgio, Friol, Axe, Clear, Denim, Dimension, Durban's, Mentadent, Pepsodent, Rexona,Chiquita - Alimentari E' coinvolta in tutto. Intrighi internazionali, scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Utilizza massicce quantità di pesticidi, erbicidi e insetticidi. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole da cui si rifornisce. Nel 1994 il sindacato SITRAP ha denunciato l'esistenza di squadre armate all'interno delle piantagioni in Centro America e in Ecuador. I lavoratori sono sottopagati, senza alcuna assistenza medica. Le attività sindacali sono represse talvolta con la forza.Procter & Gamble - Detersivi - Cosmesi e Alimentari Questa multinazionale statunitense (fatturato annuale 76mila miliardi di lire) ufficialmente è boicottata dalle associazioni animaliste (Buav, Peta e Uncaged) perché testa i suoi prodotti sugli animali. Ultimamente però la Procter & G è tornata alla ribalta con le patatine Pringles. Contengono organismi geneticamente modificati. Per quanto riguarda l'ambiente, nonostante le politiche di riduzione degli imballaggi e dei componenti inquinanti, l'azienda rimane una delle maggiori fonti di rifiuti del mondo: i pannolini. In America sono il 2% della spazzatura totale del paese. E' nota anche per appoggiare associazioni "ambientaliste" che difendono le politiche delle aziende e delle grandi industrie. Nel 1997 aveva messo a punto un prodotto di sintesi, battezzato Olestra, da utilizzarsi come sostituto dell'olio. Dopo lunghe pressioni sulla Food and Drug Administrator il prodotto era stato autorizzato all'impiego. E' stato accertato che provoca diarrea e impedisce l'assorbimento di vitamine liposubili. La P&G controla i marchi: Intervallo, Lines, Tampax, Bounty (carta assorbente), Tempo, Senz'acqua Lines, Dignity, Linidor, Pampers, Lenor, Ariel, Bolt, Dash, Tide, Nelsen, Ace, Ace Gentile, Baleno, Febreze, Mastro Lindo, Mister Verde, Spic&Span, Tuono, Viakal, Pringles, Infasil, Heald&Shoulders, Keramine H, Oil of Olaz, AZ, Topexan, Infasil, Dove, Panni Swiffer,Novartis - Chimica e Alimentari Leader, insieme alla Monsanto nel settore delle biotecnologie. Specializzata nella produzione di mais geneticamente modificato. Distribuisce con i marchi: Isostad, Vigoplus (bevande dietetiche), Novo Sal, Ovomaltine, Cereal, Piz Buin (crema protettiva)Esso (Exxon Mobil) I Verdi del Parlamento Europeo hanno lanciato una campagna di boicottaggio perché la Exxon, l'industria più ricca del mondo, ha sostenuto fortemente l'abbandono del protocollo di Kyoto per la difesa ambientale da parte degli Stati Uniti. Multinazionali non ufficialmente boicottare, ma da cui è meglio stare alla largaMonsanto - Agrochimica gruppo Pharmacia Metà del suo fatturato annuale (34mila miliardi di lire) proviene dalla produzione di erbicidi, di ormoni di sintesi e di sementi geneticamente modificate. Il resto proviene dalle attività farmaceutiche. E' il terzo produttore del mondo di pesticidi e controlla il 10% del mercato mondiale. E' una delle maggiori aziende del mondo nella produzione di sementi geneticamente modificati (capaci di resistere agli stessi erbicidi prodotti dalla stessa Monsanto). Nel 1997, negli Stati Uniti, ha pagato una multa di 50mila dollari per pubblicità ingannevole. Aveva definito l'erbicida Roundup un prodotto "biodegradabile ed ecologico". Ancora nel 1997, in occasione della conferenza sul clima di Kyoto, la multinazionale ha fatto pressioni affinché la conferenza non inserisse gli HFC (idro fluoro carburi, sostanze pericolose perché contribuiscono in misura notevole all'effetto serra) fra i gas da ridurre. Nel 1999 è stata denunciata per abuso di posizione dominante nel settore delle biotecnologie. Sempre nel 1999 è stata denunciata perché testava i suoi prodotti sugli animali. Controlla i marchi: Mivida MisuraBurger KingIn Gran Bretagna è stata al centro dell'attenzione perché stipulava contratti denominati "a zero-ore". I dipendenti non venivano pagati quando ad esempio il negozio era vuoto e quindi non stavano facendo niente.Kodak Nel 1990 è stata condannata a pagare una multa di 2 milioni di dollari per essere una delle 10 maggiori produttrici di sostanze inquinanti e cancerogene (è il maggior "emettitore" di metilene cloride degli USA).Mitsubishi E' coinvolta nell'importazione illegale di legname in Giappone. Sarebbe legata anche al commercio di armi e all'industria nucleare.Coca Cola Recentemente alcune associazioni di difesa dei lavoratori colombiani hanno deciso di intentare una causa contro la Coca cola per l'omicidio di alcuni sindacalisti. Secondo i portavoce delle associazioni la multinazionale usa vere e proprie squadre della morte per "minacciare" i dirigenti sindacali che intraprendono battaglie per i diritti dei lavoratori. Nei primi sei mesi del 2001 sarebbero stati uccisi 50 dirigenti sindacali, 128 lo scorso anno, piu' di 1500 negli ultimi dieci anni.Pepsi cola Al centro della campagna contro la Pepsi il fatto che la multinazionale appoggia e sostiene paesi con regimi dittatoriali (Birmania, Messico, Filippine). La Pepsico utilizza inoltre animali nei suoi studi ed esperimenti.Shell E' accusata di aver ucciso 80 persone e distrutto più di 500 abitazioni durante una manifestazione di protesta in Nigeria nel 1990. Nel gennaio 1993 ha represso con la forza una seconda manifestazione organizzata dagli Ogoni. La repressione fu violentissima: 27 villaggi completamente distrutti, 2mila morti. La multinazionale nega ogni coinvolgimento in queste repressioni violente.Sun Diamond E' un consorzio di cooperative statunitensi. In Italia distribuisce con il marchio Noberasco. Secondo la sezione sindacale americana Teamstars Local Union usa pesticidi pericolosi. E' stata accusata di licenziare gli scioperanti e dare salari molto bassi. Nel 1985, in un momento di difficoltà finanziaria, la multinazionale ottenne dai lavoratori un'autoriduzione dei salari del 30-40% e un maggior sforzo lavorativo. Nel giro di poco tempo l'azienda recupero' e i profitti aumentarono del 40%. Nel 1991 i lavoratori chiesero di far tornare i salari ai livelli originari, ma invece di accogliere la richiesta, la Sun Diamond licenzio' i 500 dipendenti in sciopero rimpiazzandoli con nuovi braccianti. Controlla i marchi: Diamond, SunsweetWalt DisneyAd Haiti possiede una delle maggiori industrie del mondo di abbigliamento. Migliaia di lavoratori poco più che quindicenni, pagati 450 lire all'ora. Lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno. Il rumore all'interno degli stabilimenti è assordante, non si può andare in bagno più di due volte al giorno e la pausa pranzo dura 10 minuti. Si calcola che per guadagnare la cifra che l'amministratore delegato della Disney guadagna in un ora, un'operaia haitiana dovrebbe lavorare 101 anni, per 10 ore tutti i giorni!Totalfina-Elf Appoggia il regime oppressivo in Birmania. Recentemente è stata al centro del disastro naturale causato dall'affondamento del piattaforma petrolifera Erika.Industrie farmaceutiche Molte sono le multinazionali farmaceutiche boicottate perché sfruttano gli animali negli esperimenti. Fra i nomi importanti: Bayer, Henkel, Johnson & Johnson, L'Oreal Colgate-Palmolive, Reckitt Banck e Johnson Wax. Nel caso della Bayer citiamo poi il caso Lipobay. 52 persone decedute. Recentemente è stata inoltre aperta un'inchiesta contro la Glaxo per un farmaco antidepressivo, lo Seroxat. Segnaliamo invece come buona notizia la concessione della Roche al governo brasiliano di ridurre del 40% il prezzo di un farmaco anti-aids. Danone Per aumentare gli utili dell'anno 2000 la Danone, uno dei maggiori produttori e distributori di acque minerali del mondo, decise di licenziare 1800 persone. A Calais 500 famiglie si unirono in una campagna di boicottaggio. Grazie all'intervento di alcune associazioni per la tutela dei consumatori la campagna ha superato le Alpi arrivando anche in Italia (dove la Danone distribuisce con i marchi Saiwa, Galbani e Ferrarelle).Benetton In Patagonia tutte le terre di Rio Negro sono di proprietà Benetton. Le molte popolazioni tribali che le abitavano sono state segregate in piccole strisce di terra e vengono utilizzati come manodopera. Sotto pagati (200 dollari al mese), ritmi di lavoro estenuanti (10-12 ore), nessuna assistenza medica, nessuna possibilità di riunirsi in sindacati. In estate, alle popolazioni locali è vietato attingere dai fiumi (in alcuni tratti per impedire l'accesso utilizzano il filo spinato e la corrente elettrica), per molti unica risorsa di vita.Del Monte Ufficialmente la campagna di boicottaggio della Del Monte è finita, con ottimi risultati. Il vecchio direttore delle piantagioni in Kenya è stato licenziato e la multinazionale ha firmato una serie di accordi che prevedono la regolarizzazione delle assunzioni, l'aumento dei salari minimi in modo da coprire i bisogni fondamentali per tutta la famiglia, la garanzia della libertà e delle attività sindacali, la salvaguardia della salute dei lavoratori e la difesa dell'ambiente. L'azienda si è inoltre impegnata in un progetto di monitoraggio e controllo da parte delle associazioni sindacali e del Comitato nazionale di solidarietà.BancheIstituti di credito italiani e esteri coinvolti nell'esportazione legale di armi (anni 1998/2000) prevalentemente destinate a paesi poveri o già in guerra.Istituto di credito Banca Carige BancaCommercialeItaliana Banca d'Americae d'Italia Banca di Roma Banca Nazionale Agricoltura Banca Nazionale Lavoro Banca Pop.Bg-Cr. Varesino Banca Popolare di Brescia Banca Popolare di Intra Banca Popolare LodiELABORAZIONE DATI: OS.C.AR. Report (Osservatorio sul Commercio delle Armi) di IRES Toscana (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali della Toscana)Aziende di credito Ubae Arab Italian Bank Credito Italiano Istituto San Paolo di Torino Banca Commerciale Italiana Banca Nazionale del Lavoro Banco di Napoli Banca di Roma Cassa di Risparmio di La Spezia Monte dei Paschi di Siena Banca Nazionale dell'Agricoltura Banco Abrosiano Veneto Banca Toscana Banca Popolare di Brescia Banco do Brasil Cariplo Credit Agricole Indosuez Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino Banca Popolare di Novara Banca San Paolo di Brescia Cassa di Risparmio di Firenze Banca Carige Barclays Bank Unione Banche Svizzere Banco di Chiavari e della Riviera Ligure Banca Popolare di Intra Credito Agrario Bresciano Banca Popolare di Lodi Credito EmilianoLe multinazionali che si sono arreseNike (scarpe e abbigliamento sportivo) Nell'Aprile del 1998 la multinazionale si arrese. La'annuncio è stato dato dal gran capo in persona, Phil Knight, fondatore, primo azionista e amministratore delegato del gruppo. A condizione che la campagna di boicottaggio finisca, Nike ha accettato di alzare da 14 a 18 anni l'età minima dei lavoratori nelle fabbriche di calzature e di portare a 16 l'eta minima di tutti gli altri lavoratori inpiegati nella produzione di abbigliamento, accessori e attrezzature. In 12 fabbriche indonesiane è scattato un aumento del 37% della retribuzione di tutti i lavoratori che percepivano il salario minimo (28 mila persone). L'azienda si è inoltre impegnata a bonificare tutte le sue fabbriche e a rispettare i livelli di sicurezza imposti dalla legge. Inoltre aumenterà il sostegno all'attuale programma di micro-finanziamento, che gia' coinvolge mille famiglie in Vietnam, estendendolo anche all'Indonesia, al Pakistan e alla Thailandia. In tutti gli stabilimenti asiatici il gruppo, che ha il quartier generale a Beaverton, nell'Oregon, amplierà i programmi di istruzione, offrendo ai dipendenti corsi per ottenere un diplorna equivalente a quello delle scuole medie e superiori. Dopo la conferenza stampa che si è tenuta a Washington, in cui la Nike annuciava la resa, le sue azioni in borsa sono salite di due dollari.ReebokSempre nel 1998 anche la Reebok ammise, facendo un'indagine interna, che nelle sue fabbriche in Indonesia gli operai lavorano in condizioni di pericolo, a volte per più di dodici ore al giorno. E per l'equivalente di 85mila lire al mese.L'autodenuncia fu un passo importante e da quel giorno le cose sono molto migliorate. I dipendenti hanno libertà di organizzazione sindacale, gli stipendi sono stati adeguati ai minimi di legge e i limiti di sicurezza vengono rispettati. Rimane però da chiedersi cosa succeda in Cina, dove la multinazionale ha il 50% della sua produzione e dove questa indigine interna non arrivò... da Cacaonline.it

17 maggio giornata mondiale contro l'omotransfobia

Giornata mondiale contro l’omotransfobia. Una libertà intollerabile per preti e fascisti.Il cardinale cattolico Bagnasco, presidente della CEI, si è scagliato contro la nuova legge sulle unioni civili, che nonostante limiti e mutilazioni, per la chiesa cattolica resta un affronto intollerabile alla sacralità della famiglia, già intaccata da matrimoni civili e possibilità di divorzio.In un paese dove i privilegi della chiesa cattolica restano enormi, la discesa in campo di Bagnasco non può stupire. In Italia una cerimonia privata come il matrimonio religioso è valida anche sul piano civile. Dal canto suo l’associazione dei notai cattolici annuncia il proprio ostruzionismo contro la nuova legge, contestando la sostenibilità economica delle pensioni di reversibilità per il coniuge sopravvissuto.Evidentemente i notai rischiano di perdere clienti. Le persone omosessuali, come gli eterosessuali che decidono di non sposarsi, spesso fanno ricorso al notai, per redigere testamenti che permettano al partner sopravvissuto di poter continuare ad abitare le casa comune e disporre dei beni del proprio compagno o compagna.La destra annuncia un referendum abrogativo di parti della normativa sulla nuova legge sulle unioni civili, che li irrita, nonostante sia una legge omofobica e discriminante. Una legge scritta per negare il matrimonio alle coppie dello stesso sesso, pur facendo qualche concessione, che il PD auspica paghi in vista della prossima tornata elettoriale.Un bel programma nella giornata dedicata alla lotta contro l’omotransfobia. Dopo la pubblicazione dei dati dell’Ires e la denuncia delle violenze subite da due ragazzi di Torino, colpevoli di non nascondere la loro relazione ai condomini.Vale la pena ricordare che il 17 maggio è diventata la giornata di lotta contro l’omotransfobia, perché era proprio un 17 maggio, quello del 1990, che l’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità, decise di togliere dall’elenco delle malattie mentali l’omosessualità. Sebbene esistano ancora oggi psichiatri che stigmatizzano la “disforia” di genere, oggi “ufficialmente” le persone omosessuali e transessuali non sono più considerate malate per il proprio orientamento sessuale o la propria collocazione di genere.

Un pomeriggio militarizzato a Bruxelles

Un pomeriggio militarizzato a Bruxelles Un appello a manifestare contro la militarizzazione delle nostre vite e contro ogni potere, si chiami islamico o democratico, era stato ampiamente diffuso la scorsa settimana. L’appuntamento era stato dato per il 9 aprile in viale Stalingrad, vicino alla stazione del Midi a Bruxelles. Quel pomeriggio, la polizia ha occupato il luogo d’incontro e militarizzato un ampio perimetro attorno (fino ad Anneesens, piazza Jeu de Balles, piazza Bara e la porta di Anderlecht). All’arrivo dei primi manifestanti e fin dal dispiegamento di uno striscione proprio davanti allo sbarramento della sbirraglia, i poliziotti si avventano sui manifestanti accerchiandoli. Ne imbarcano dieci e li portano al commissariato di Anderlecht. Raggiunti poco dopo da altri 6 fermati, saranno rilasciati col contagocce durante la notte. Al commissariato, come d’abitudine, gli sbirri allungano qualche schiaffone ad alcuni recalcitranti ammanettati.Nel frattempo, altre persone che cercano di raggiungere il luogo di incontro vengono identificate dalla polizia che spiega loro che è vietato ogni raduno su ordine del borgomastro Mayeur. Verso le 19, la polizia approfitta delle forze mobilitate per fare un’altra incursione al Passage (e siamo a 3), lo spazio di lotta contro la maxi-prigione ad Anderlecht. Le compagne ed i compagni presenti vengono identificati, il posto perquisito. Un compagno viene portato via perché «ricercato» nell’ambito dell’inchiesta condotta dal giudice istruttore De Coster in relazione alla lotta contro la costruzione della maxi-prigione. Dopo una notte trascorsa al commissariato, andranno a cercarlo alcuni agenti della sezione antiterrorismo della Polizia Federale. Costoro lo portano al quartier generale in via Royale, fanno qualche tentativo per interrogarlo (il compagno rifiuterà di rispondere a qualsiasi domanda) e infine lo rilasciano.Il messaggio da parte dello Stato non poteva essere più chiaro: qualsiasi persona che osa criticare la militarizzazione in corso a Bruxelles, che rifiuta di scegliere tra due campi putridi (il califfato e lo Stato belga), che propone l’autorganizzazione e l’azione diretta come mezzi di lotta contro ogni oppressione ed ogni potere, deve aspettarsi una risposta energica.Difficile fare a meno di riflettere su alcune analogie. A Raqqa, capitale dello Stato Islamico, ogni manifestazione critica è proibita e soffocata; a Bruxelles, capitale dello Stato belga e dell’Unione Europea, ogni manifestazione critica è proibita e soffocata. A Raqqa c’è l’Isba, la polizia religiosa del califfato, capeggiata dal belga Hicham Chaib, che si accanisce contro ogni opposizione alla legge là imposta; a Bruxelles c’è semplicemente la polizia, capeggiata dal belga Vandersmissen, che si accanisce contro ogni azione in opposizione alla legge qua imposta. A Raqqa, le bombe sganciate dagli aerei occidentali non colpiscono unicamente le basi militari dei partigiani della guerra santa, ma anche gli ospedali, le banche del sangue, le scuole, la distribuzione idrica, le piazze; a Bruxelles, i kamikaze agli ordini dello Stato Islamico non colpiscono affatto le basi repressive dello Stato belga, ma si fanno esplodere nella metro e all’aeroporto. A Raqqa, ogni stampa è vietata; a Bruxelles, la stampa del mondo intero continua a esercitare pressioni sui quartieri poveri mentre la stampa belga si distingue in particolare negli ultimi tempi per il suo zelo nel mettere in atto le consegne della polizia («al fine di non nuocere alle indagini») e pubblicare, parola per parola, ciò che il governo esige. A Raqqa, distribuire un volantino, fare una scritta, aprire uno striscione che rivendica la libertà è passibile di condanna a morte; a Bruxelles, distribuire un volantino anarchico, fare una scritta contro il potere, aprire uno striscione che rivendica la libertà, può portare ad essere arrestati ed è ormai passibile di lunghe condanne in carcere per… «incitamento al terrorismo». A Raqqa, le pattuglie della Hisbah cercano di perlustrare tutta la città; a Bruxelles, le telecamere di sorveglianza perlustrano tutta la città, la polizia federale utilizza tutti i mezzi possibili (cimici, telecamere nascoste, intercettazione della posta, osservazioni, pedinamenti) per sorvegliare gli antiautoritari, e non solo.Esagerato, dite? Eppure, ogni potere ha un solo obiettivo: preservare il proprio imperio e soffocare chiunque cerchi di opporvisi. In questo, lo Stato belga e lo Stato Islamico hanno molto in comune. Ed è proprio questo che gli anarchici, i rivoluzionari e gli antiautoritari, nelle città siriane come nelle città belghe, combattono.Se a Raqqa gli attivisti rivoluzionari non chiamano più a manifestare, non è perché abbiano abbandonato la lotta contro il regime di Bashar el-Assad e il regime dello Stato Islamico. È perché lottano ormai in un altro modo, ma con altrettanta determinazione e audacia, per distruggere ciò che li opprime. Allora, se a Bruxelles…Contro ogni potere, sabotiamo la militarizzazione di Bruxelles11 aprile 2016La Cavale https://romperelerighe.noblogs.org/post/2016/04/12/un-pomeriggio-militarizzato-a-bruxelles/

Le bombe scoppiano

Le bombe scoppiano intelligenti o meno fanno morte, paura, distruzione e spengono il pensiero. La nuova era globale aveva ed ha bisogno di un nemico pubblico riconosciuto, medianizzato, terrorizzante  on-line così come il secondo dopoguerra mondiale aveva bisogno della minaccia fredda e di un pensiero da abbattere in nome di un unico pensiero  occidentale da contrapporre all'impero del male. Economisti esperti e capi di governo occidentale, e tutto il seguito mediatico popolare, avevano un unico nemico  che paralizzava la libertà delle merci e la prosperità tutti dall'altra parte del muro.  Armamenti sempre più potenti sono rimasti inutilizzati per la polvere sollevata da quel muro polverizzato dal'implosione di un impero che ha cambiato mani, e che mani, rischiando di smascherare analisi grossolane, lasciando milioni di persone, TV giornali economisti e bombe senza più il nemico.  il 17 gennaio del 1991 segna la rottura di un limite all'intervento militare "italiano" come intervento di "polizia internazionale" (Giulio Andreotti ora qualcuno ha proposto la sua canonizzazione") in cui L'italia segna la propria politica interventista a fianco delle potenze militari imperialiste negando così quell'articolo 11 della costituzione e del principio pacifista dei padri costituenti legato al prezzo da pogo pagato dall'Italia nella sua storia. La parte più sana della minoranza italiana e mondiale segnalò questo terribile associarsi al coro dei potenti, contro un nemico che, come al solito nelle politiche intrenazionali u.s.a. fino a poco tempo prima era un "amico", lì posto proprio dalla loro "intelligence" a difendere più gli interessi usa che non quelli della popolazione. Ci si sarebbe infognati in una guerra dagli esiti incerti e forse senza fine. Non sono bastate due generezaioni di presidenti usa, padre e figlio bush petrolieri e nepotisti in barba alla democrazia interna ed alle voci mondiali contrarie ad evitare un disastro. La potente macchina del consenso ancora una volta porta l'opinione "condizionata" mondiale alla politica interventista e militare. Si cercano carte da gioco umane e armi di distruzione di massa che in realtà sono proprio usate da chi le sta cercando. Mezzo milione di persone uccise direttamente e non con le bombe intelligenti fanno il seguito al coro degli interventisti. Paura, rabbia sangue saranno gli ingredienti che arriveranno ed arrivano fino a noi per contrastare quella follia con altrettanta follia. Chi fermerà questa musica?

NOEXPO

LEet’s make our expo. aLtri mondi sono possibili. Expo 2015 è una macchina di immaginario seppure inceppata, in preda alla sua stessa voracità. Dopo aver prodotto tonnellate di cemento e ingoiato miliardi, affronta la sua vera sfida: vendere la devastazione del territo- rio, la rottamazione dei diritti, la vetrina per le multinazionali agroalimentari come una promessa per il futuro e cancellare dall’orizzonte “altri mondi possibili”. La crisi morde il pianeta e mentre ai confini dell’Europa (in Ucraina in Medio Oriente, in Africa) diventa guerra, qui si tra- duce in miseria. Nel frattempo chi tiene le redini della mac- china finanziaria, chi tira le fila della produzione globale di cibo ed energia, chi detiene sterminati patrimoni immobiliari ha visto aumentare la propria ricchezza e contemporaneamente ha rafforzato la presa sulle vite di miliardi di persone. Oggi la disperazione e la ribellione sono comportamenti gemelli, ma contrapposti. Una falsa promessa serve affinché la rabbia non diventi ribellione, rimanga confinata nel privato e si sfoghi al massimo come disperazione. L’ipocrisia di Expo è quella che vediamo dappertutto. Una città che volesse guardare al futuro, comincerebbe fer- mando le mire di speculatori e palazzinari, non sfrattando mi- gliaia di persone dalle proprie case. Un paese che volesse uscire dalla miseria rifiuterebbe il debito, promuovendo il reddito di cittadinanza, non rottamerebbe scuola, sanità, tutele sul lavoro. bandirebbe le guerre e non le persone ai suoi confini: non avrebbe un cimitero nel mar Mediterraneo. Un Mediterraneo adatto alla vita sarebbe felicemente meticcio e non pieno di rancori nazionalisti e integralisti. Un mondo che volesse allontanare l’apocalisse ambientale lo farebbe rovesciando il neoliberismo, non affidando alle mul- tinazionali l’opportunità di “lavarsi la faccia” con una patina di verde... Ma sarebbe un altro mondo se scommettessimo che è possi- bile, non una favola ipocrita. Serve un pensiero globale capace di guardare con complicità alle tantissime lotte del pianeta: per la terra, la libertà, la dig- nità, l’eguaglianza nei diritti e nelle condizioni materiali. Sarà impossibile senza un agire locale fatto di solidarietà quotidiana che diventa ribellione allo stato di cose presenti, di mutuo soc- corso che diventa organizzazione, di rivendicazione che non ha il sapore dell’impotenza ma della forza di chi si batte assieme.

Pizio Fans Club

Così si presentava negli anni novanta (si avete letto bene 90 molto prima di FB e tanti altri siti!) www.pizio.com Nel 2014 è stata pubblicata una nuova versione, che è sotto i vostri occhi, con l'intento di dare una nuova veste al sito ampliandolo per gli utenti che hanno ora la possibilità di iscriversi, pubblicare articoli, ascoltare musica, fare commenti, pubblicare e scaricare foto e altro ancora. Purtroppo la Cantina Uno per Uno non produce più alcun nettare divino, il net Nando sta faticosamente riportando in auge tale buona pratica, date un piccolo sguardo al suo lavoro:  
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      Chef

      A quattro anni dalla tua ultima passeggiata ti aspettiamo ogni giorno per l'aperitivo.
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